{"id":611,"date":"2014-07-24T09:36:08","date_gmt":"2014-07-24T07:36:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/?p=611"},"modified":"2014-07-24T09:36:08","modified_gmt":"2014-07-24T07:36:08","slug":"un-vivido-pro-memoria-davide-mana-introduce-il-sole-dei-soli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/un-vivido-pro-memoria-davide-mana-introduce-il-sole-dei-soli\/","title":{"rendered":"&#8220;Un vivido pro-memoria&#8221; Davide Mana introduce Il Sole dei soli"},"content":{"rendered":"<h5>Vi presentiamo l&#8217;introduzione a <em><strong>Il Sole dei soli<\/strong><\/em> che <strong>Davide Mana<\/strong> ha scritto per la nostra edizione del romanzo di <strong>Karl Schroeder<\/strong>.<br \/>\n<strong>Davide Mana<\/strong> \u00e8 uno dei maggiori esperti di letteratura di genere in Italia. Oltre ad essere un ottimo scrittore gestisce da anni <a title=\"Strategie Evolutive\" href=\"http:\/\/strategieevolutive.wordpress.com\/\" target=\"_blank\"><em><strong>Strategie Evolutive<\/strong><\/em><\/a>, uno dei blog pi\u00f9 significativi nel panorama del fantastico italiano.<\/h5>\n<p><a href=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Virga-Intro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-616\" alt=\"Virga Intro\" src=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Virga-Intro.jpg\" width=\"900\" height=\"900\" srcset=\"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Virga-Intro.jpg 900w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Virga-Intro-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Virga-Intro-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Virga-Intro-600x600.jpg 600w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Virga-Intro-280x280.jpg 280w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Virga-Intro-560x560.jpg 560w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Esiste un diffuso pregiudizio nei confronti della space opera, che viene spesso indicata come una forma di intrattenimento semplicistico e non significativo, come un esempio ideale di quella fantascienza che non contribuisce nulla di buono, salvo, appunto, garantire poche ore di innocua distrazione. Il pregiudizio nasce insieme con l\u2019etichetta &#8211; quando <strong>Bob Tucker<\/strong>, sulla rivista <em><strong>Le Zombie<\/strong><\/em>, nel 1941, scrisse: \u201c<em>In questi frenetici giorni di creazione di nuove definizioni, ne proponiamo una. I western vengono chiamati \u2018horse opera\u2019, le storie strappalacrime per le mattinate delle casalinghe vengono chiamate \u2018soap opera\u2019. Per la mal scritta, farraginosa, schifosa, ritrita storia di astronavi, e se \u00e8 per questo anche di salvataggio di mondi in pericolo, offriamo \u2018space opera\u2019.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>La space opera, ci \u00e8 stato detto, \u00e8 il motivo per cui il pubblico generalista non prende sul serio la fantascienza. E come potrebbe prendere sul serio un\u2019accozzaglia di navi spaziali, mostri, pianeti misteriosi ed astronaute in bikini? \u00c8 narrativa deteriore.<br \/>\nCon la sua abituale simpatia, <strong>Darko Suvin<\/strong>, nel 1972 parla del suicidio della fantascienza quando questa sceglie di \u201c<em>regredire nella favola (ad esempio la space opera col triangolo eroe-principessa-mostro, in costumi da astronauta)<\/em>\u201d [On poetics of SF Genre, College English, Dicembre \u201872].<br \/>\nEppure non saremmo qui, oggi, senza i lavori di <strong>Edmond Hamilton<\/strong> e di <strong>Jack Williamson<\/strong>, che fecero della eccellente space opera. Nel corso dei decenni il sottogenere non ha mai smesso di mutare, di adattarsi all\u2019evolvere dei gusti del pubblico da una parte, dello stato dell\u2019arte dall\u2019altra. Il sempreverde ciclo della Fondazione, dell\u2019immarcescibile <strong>Isaac Asimov<\/strong>, \u00e8 indubbiamente space opera. <strong>Jack Vance<\/strong> scrisse space opera, cos\u00ec come <strong>P.J. Farmer<\/strong>. Sono space opera tanto <em><strong>Dune<\/strong><\/em>, di <strong>Frank Herbert<\/strong>, che <em><strong>Ringworld<\/strong><\/em>, di <strong>Larry Niven<\/strong>. Autori diversi e indispensabili quali <strong>C.J. Cherryh<\/strong> e <strong>David Brin<\/strong> hanno scritto space opera, e nessuno si sognerebbe di archiviarli come autori di mero intrattenimento. <strong>Joan Vinge<\/strong> e <strong>Vernor Vinge<\/strong> hanno scritto entrambi space opera &#8211; opere estremamente diverse e ugualmente fondamentali per comprendere l\u2019evoluzione del genere.<br \/>\nNegli ultimi vent\u2019anni gli autori che hanno legato il proprio nome all\u2019avventura spaziale rappresentano un catalogo di quanto di pi\u00f9 eccitante e innovativo sia stato presentato nell\u2019ambito della fantascienza: <strong>Iain Banks<\/strong>, <strong>Ken MacLeod<\/strong>, <strong>Linda Nagata<\/strong>, <strong>Greg Egan<\/strong>, <strong>Alastayr Reynolds<\/strong>, <strong>Colin Greenland<\/strong>, <strong>Charles Stross<\/strong>, <strong>David Zindell<\/strong>. E questa \u00e8 solo una breve lista compilata a memoria. E nessuno si sognerebbe di definire deteriore la produzione di questi scrittori, o facili e innocue le idee che i loro lavori veicolano.<br \/>\nCon un vago senso di imbarazzo si \u00e8 provato a proporre una definizione di \u201cnuova space opera\u201d, come a sottintendere che quella vecchia fosse un\u2019altra cosa, meno interessante, meno importante. La nuova space opera, ci dicono, unisce qualit\u00e0 letteraria e rigore scientifico al tradizionale sense of wonder. Ma non \u00e8 sempre stato cos\u00ec?<\/p>\n<p>Ma lasciamo le etichette a chi si occupa di marketing e pensiamo alle storie. Fra gli autori che stanno facendo dell\u2019ottima fantascienza e dell\u2019ottima space opera, <strong>Karl Schroeder<\/strong> rappresenta un esempio quasi perfetto dell\u2019evoluzione contemporanea del genere.<br \/>\n<strong>Karl Schroeder<\/strong> (classe 1962) \u00e8 uno scienziato che scrive fantascienza: nella \u201cvita reale\u201d \u00e8 un esperto di <em>Strategic Foresight<\/em>, uno specialista nello sviluppo di modelli previsionali in ambito sociopolitico ed economico. Quando non pensa al futuro per lavoro, Karl Schroeder scrive storie ambientate nel futuro.<br \/>\nIl suo secondo romanzo, <em><strong>Ventus<\/strong><\/em> (che ci risulta essere ancora disponibile gratuitamente in formato digitale sul sito dell\u2019autore), mostra in nuce tutti gli elementi che caratterizzano la produzione dell\u2019autore canadese: un livello di qualit\u00e0 narrativa superiore alla media, un vasto affresco galattico che rimane sullo sfondo ma \u00e8 assolutamente integrale alla storia, un mondo al contempo familiare ed alieno, protagonisti alle prese con problemi la cui natura \u00e8 tanto scientifica quanto politica.<br \/>\nIn <em><strong>Ventus<\/strong><\/em> &#8211; e nel successivo <em><strong>Lady of Mazes<\/strong><\/em> &#8211; l\u2019autore crea il concetto di \u201c<em>Thalience<\/em>\u201d, per definire uno stato intermedio, a livello cognitivo, fra il soggetto e l\u2019oggetto. E riesce a farlo in due romanzi estremamente divertenti ed altamente leggibili &#8211; che sono space opera.<br \/>\nPi\u00f9 in generale, Schroeder non ha paura di lavorare con oggetti e concetti molto grandi e porta avanti l\u2019idea centrale che non ci sia una separazione netta e dicotomica fra tecnologia e politica, fra scienza e societ\u00e0. Concetti, questi, che confluiscono nella sua serie di Virga, al momento probabilmente la sua opera pi\u00f9 popolare.<br \/>\nIn Virga l\u2019umanit\u00e0 ha trovato pi\u00f9 economico &#8211; rispetto alla terraformazione dei rari pianeti di tipo terrestre &#8211; colonizzare i sistemi delle nane brune, creando ciclopici habitat che sono essenzialmente bolle di atmosfera racchiuse in un sottilissimo guscio di fullerene. All\u2019interno di queste sacche orbitali abitabili, l\u2019energia per la sopravvivenza e le attivit\u00e0 umane \u00e8 fornita da piccoli soli artificiali a fusione. Ed \u00e8 qui che inevitabilmente la tecnologia diventa politica &#8211; chi controlla il sole artificiale controlla la societ\u00e0.<br \/>\nIn Virga la stratificazione sociale \u00e8 anche distribuzione spaziale: mentre la nobilt\u00e0 si crogiola nella luce calda del sole, lontano da questo, nelle lande senza luce, vivono gli emarginati. E talvolta qualcuno prova ad avviare un proprio piccolo sole pirata, sfidando l\u2019autorit\u00e0 e affrontando conseguenze spesso terribili.<br \/>\nIl ciclo di Virga fornisce quindi a Schroeder le basi per giocare su pi\u00f9 livelli. I romanzi sono divertenti e avventurosi, costruiti su un susseguirsi di scene d\u2019azione che sfruttano appieno il disorientamento del lettore nel confrontarsi con la natura vertiginosa dell\u2019ambiente in cui si svolgono. I personaggi sono delineati con cura e offrono al lettore punti di vista attraverso i quali \u00e8 possibile esplorare differenti aspetti dell\u2019universo. Sono persone il cui destino ci interessa, ci coinvolge. Al contempo Schroeder pu\u00f2 sviluppare un\u2019intelligente e tutt\u2019altro che banale meditazione sulla natura politica della conoscenza, sulla libert\u00e0 e sull\u2019economia, sulla capacit\u00e0 di adattamento dell\u2019essere umano come individuo e come collettivit\u00e0. E poi c\u2019\u00e8 l\u2019elemento visivo, coreografico &#8211; non solo i panorami davvero alieni del mondo di Virga, ma anche il gusto un po\u2019 retr\u00f2 per le uniformi e gli abiti di corte, per l\u2019ottone e il legno lucido, per la contrapposizione fra alta tecnologia barocca e la bassissima tecnologia quasi al limite del bricolage.<br \/>\n<em><strong>Il Sole dei soli<\/strong><\/em>, il primo volume della serie, crea questo mondo, presenta i personaggi e innesca l\u2019azione con l\u2019accensione di un primo, coraggioso sole pirata. Il romanzo \u00e8 stato segnalato come miglior opera di fantascienza nel 2006 dalla rivista Kirkus, e nominato al John W. Campbell Award nel 2007, oltre ad essere stato finalista al premio Aurora nel 2007. A <em><strong>Il Sole dei soli<\/strong><\/em> hanno fatto seguito altri quattro titoli: <em><strong>Queen of Candesce<\/strong><\/em>, <em><strong>Pirate Sun<\/strong><\/em>, <em><strong>The Sunless Countries<\/strong><\/em> e <em><strong>Ashes of Candesce<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p><em>\u201cVari temi politici emergono dai miei libri mentre li scrivo. Principalmente ci\u00f2 che volevo fare coi libri di Virga era mostrare la fertilit\u00e0 della fantascienza. Ho deciso di non usare idee da epoche differenti, ma delle storie classiche come modelli. Il Sole dei soli era qualcosa a cui ho pensato consapevolmente come a Master and Commander nello spazio. Queen of Candesce era il Conte di Montecristo. Pirate Sun era L\u2019Odissea. Con Sunless Countries, ci\u00f2 che avevo in mente era Bridget Jones.<\/em><br \/>\n<em>Ho anche usato della scienza vecchia. Virga \u00e8 progettata come fantascienza newtoniana. Non c\u2019\u00e8 alcuna scoperta scientifica, utilizzata nella serie, successiva al 1940. Volevo mostrare che c\u2019\u00e8 ancora molto da scoprire e da inventare nella SF anche se ci limitiamo a ci\u00f2 che sapevamo cento anni or sono.\u201d<br \/>\n<\/em>[<strong>Karl Schroeder<\/strong>, intervistato da <strong>Kim Addonizio<\/strong> per <em>io9.com<\/em>, 15 ottobre 2009]<\/p>\n<p>Nel suo complesso il ciclo di Virga non \u00e8 soltanto uno straordinario esempio della vitalit\u00e0, dell\u2019intelligenza, della qualit\u00e0 e dell\u2019importanza della fantascienza contemporanea. Non \u00e8 solo una lettura divertente, coinvolgente e significativa. \u00c8 anche un vivido pro-memoria. Ci ricorda perch\u00e9 abbiamo cominciato a leggere fantascienza, e perch\u00e9 continuiamo a farlo. Senza necessariamente regredire nella favola.<\/p>\n<p>Davide Mana<br \/>\nAsti, Maggio 2014<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_counters\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top:2px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_c=new Array(\"facebook_like\",\"facebook_send\",\"pinterest\",\"email\");var hupso_counters_lang = \"en_US\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_c=\"\";var hupso_title_c=\"%22Un%20vivido%20pro-memoria%22%20Davide%20Mana%20introduce%20Il%20Sole%20dei%20soli\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/counters.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi presentiamo l&#8217;introduzione a Il Sole dei soli che Davide Mana ha scritto per la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":616,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/611"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=611"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/611\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":617,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/611\/revisions\/617"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/616"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}