{"id":553,"date":"2014-07-14T09:33:28","date_gmt":"2014-07-14T07:33:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/?p=553"},"modified":"2014-07-14T09:33:28","modified_gmt":"2014-07-14T07:33:28","slug":"nicola-parisi-intervista-karl-schroeder","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/nicola-parisi-intervista-karl-schroeder\/","title":{"rendered":"Nicola Parisi intervista Karl Schroeder"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblichiamo anche sul nostro sito questa notevole intervista che <strong>Nicola Parisi<\/strong> ha realizzato con <strong>Karl Schroeder.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Ringraziamo Nicola per averci concesso la possibilit\u00e0 di approfondire la conoscenza con l&#8217;autore canadese.<br \/>\nVi ricordiamo che questo pezzo \u00e8 comparso in origine su <a title=\"Nocturnia\" href=\"http:\/\/wwwwelcometonocturnia.blogspot.it\/\" target=\"_blank\">Nocturnia<\/a>. <\/em><\/p>\n<p><em>Buona lettura!<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/KarlSchroeder900.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-573\" alt=\"KarlSchroeder900\" src=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/KarlSchroeder900.jpg\" width=\"900\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/KarlSchroeder900.jpg 900w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/KarlSchroeder900-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/KarlSchroeder900-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/KarlSchroeder900-272x182.jpg 272w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nick<\/strong>: \u00a0Benvenuto su Nocturnia e grazie per aver accettato di rispondere a questa \u00a0intervista. Per cominciare ti chiedo di parlarci degli inizi della tua \u00a0carriera, in particolare m &#8216;interesserebbe sapere cosa ti ha avvicinato alla fantascienza?<\/p>\n<p><strong>Karl Schroeder<\/strong>: \u00a0Quando ero ragazzo, \u00a0nella nostra casa \u00a0c&#8217;era uno scaffale con tre ripiani, nei ripiani erano presenti principalmente opere di tre scrittrici ben definite : <strong>Georgette Heyer<\/strong>, la scrittrice di romanzi storici; <strong>Agatha Christie<\/strong>, la scrittrice di gialli; e <strong>Andre Norton<\/strong>, la scrittrice americana di fantascienza. Ognuna di loro in quel momento aveva decine di libri pubblicati. Forse ho iniziato a leggere i libri di Andre Norton perch\u00e9 erano sul ripiano pi\u00f9 basso, ma per qualche motivo mi sono appassionato alla \u00a0SF in tenera et\u00e0.<\/p>\n<p>Mia madre aveva scritto e pubblicato due romanzi con \u00a0la Zondervan Books*, cos\u00ec \u00a0anche quelli erano sullo scaffale pure.Mi \u00a0sembrava, quindi, una scelta naturale di carriera \u00a0diventare uno scrittore. Ho cominciato a lavorare sul mio primo romanzo quando avevo 14 anni, e l&#8217;ho concluso quando ne avevo 17. Da allora ho sempre scritto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nick<\/strong>: Quali sono stati gli scrittori che ti hanno formato come lettore prima \u00a0ancora che come scrittore? (Naturalmente puoi citare anche film, telefilm,\u00a0comics e quant&#8217;altro ti venga in mente).<\/p>\n<p><strong>Karl Schroeder<\/strong>:\u00a0Le mie pi\u00f9 grandi influenze non provenivano da scrittori americani di fantascienza o da spettacoli televisivi, ma una manciata di scrittori britannici ed europei. <strong>Wells<\/strong> ha avuto\u00a0una grande influenza, ma \u00e8 stato <strong>Stanislaw Lem<\/strong> che ha avuto il maggior effetto su di me. Gi\u00e0 nel 1950 Lem scriveva di nanotecnologia!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nick<\/strong>: A questa domanda probabilmente ti sai stancato di rispondere, quindi mi\u00a0scuso in anticipo: Tu provieni da una comunit\u00e0 Mennonita (del Manitoba,\u00a0giusto?) e i Mennoniti, per quello che ne sappiamo noi in Europa non sono\u00a0normalmente associati con la tecnologia e anche, tu poi hai anche un background\u00a0come fisico. In che modo le tue origini culturali influenzano la tua scrittura?<\/p>\n<p><strong>KS<\/strong>: Giusto\u00a0per effettuare una piccola correzione : io non sono un fisico. C&#8217;era un testo sbagliato in tal senso nella biografia nel mio primo romanzo, ma non \u00e8 vero. Ho un Master in Innovazione e Previdenza Strategica, il che mi ha reso un futurista professionista, ma io non sono uno scienziato.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 Mennonita \u00a0da cui provengo \u00e8 abbastanza moderna, ed \u00e8 completamente assimilata nella societ\u00e0 canadese. Sono cresciuto in una citt\u00e0 di media grandezza e sono andato a una comune scuola pubblica. Cos\u00ec la mia formazione e le mie esperienze sono pi\u00f9 o meno le stesse di qualsiasi altro canadese. Una cosa da ricordare, c&#8217;\u00e8 per\u00f2: il famoso scrittore di fantascienza della &#8220;Golden Age&#8221; <strong>A.E. Van Vogt<\/strong> in realt\u00e0 proveniva dalla mia stessa comunit\u00e0. Mia madre si ricorda la famiglia Vogt da quando era bambina. Quindi, qualcosa nel sud Manitoba sembra aver influenzato almeno due scrittori di SF Mennonita, finora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/IlSoleDeiSoli-Cop-663x900.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-464 alignright\" alt=\"IlSoleDeiSoli Cop 663x900\" src=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/IlSoleDeiSoli-Cop-663x900-221x300.jpg\" width=\"221\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/IlSoleDeiSoli-Cop-663x900-221x300.jpg 221w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/IlSoleDeiSoli-Cop-663x900-600x814.jpg 600w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/IlSoleDeiSoli-Cop-663x900.jpg 663w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><strong>Nick<\/strong>:\u00a0 Nel 2000 pubblichi <em><strong>Ventus<\/strong><\/em> il tuo primo romanzo da solista,\u00a0<em><strong>Ventus<\/strong><\/em> \u00e8 un\u00a0romanzo che parla di viaggi interstellari, di terraforming e di nanotecnologie,\u00a0quindi ha un forte background fantascientifico, ma contemporaneamente dentro i\u00a0vari capitoli utilizzi molti stilemi ed elementi del fantasy\u00a0 Da cosa \u00e8 nata \u00a0questa commistione di temi? E sopratutto \u00e8 stata una scelta voluta o casuale\u00a0questo mescolamento di generi?<\/p>\n<p><strong>KS<\/strong>:\u00a0Ho volutamente inserito in\u00a0<em><strong>Ventus<\/strong><\/em> una mescolanza di generi. Il libro \u00e8 stato progettato per sembrare un high fantasy in un primo momento (come se fosse un romanzo di <strong>Tolkien<\/strong> o \u00a0<em><strong>Game of Thrones<\/strong><\/em>), ma subisce una lenta mutazione per come la trama si sviluppa, finch\u00e9 termina come una storia di \u00a0hard science fiction\u00a0in piena regola. Ho fatto questo genere di cose diverse volte, in particolare con i libri \u00a0del ciclo di Virga, <em><strong>Il Sole dei soli<\/strong><\/em> e i suoi sequel che hanno un tono da XIX secolo \u00a0e, stilisticamente fanno parte della tradizione Steampunk, ma sono ambientati tra mille anni nel futuro e, non si svolgono nemmeno su un pianeta. Mi piace giocare con generi e stili, e creare combinazioni inaspettate. Il mio ultimo romanzo, <em><strong>Lockstep<\/strong><\/em>, \u00e8 stato commercializzato come un romanzo di hard science fiction adulta, ma ha un protagonista di 17 anni ed \u00e8 molto di pi\u00f9 di una storia young-adult.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nick<\/strong>:\u00a0 Sempre in <em><strong>Ventus<\/strong><\/em>, ma anche nel suo prequel <em><strong>Lady of Mazes<\/strong><\/em> (2005) sono presenti diversi temi filosofici. Come concili la pura descrizione tecnologica\u00a0e scientifica con la filosofia (in particolare col tema del realismo\u00a0speculativo?)<\/p>\n<p><strong>KS<\/strong>:\u00a0 Io immagino la tecnologia come una sorta di filosofia sperimentale. In questi romanzi, ho predisposto tecnologie progettate che hanno incarnato certi problemi filosofici. Ad esempio, in <em><strong>Ventus<\/strong><\/em>, mi sono soffermato sulle idee che la scuola del realismo speculativo, e \u00a0in particolare Quentin Meillassoux, ora chiamano &#8220;<em>correlationism<\/em>&#8221; e &#8220;<em>ancestrality<\/em>.&#8221; Certo, il modo in cui queste idee si incarnano \u00e8 tutt&#8217;altro che astratto. Ad esempio, in\u00a0<em><strong>Ventus<\/strong><\/em> ho descritto\u00a0una nave stellare dotata di intelligenza artificiale chiamata <em>The Desert Voice<\/em> che si\u00a0libera di tutti i suoi sistemi meccanici per travestirsi come un essere umano; ma il \u00a0passaggio per la \u00a0natura umana si rivela difficile, e deve rendere i suoi livelli di immedesimazione mano a mano sempre pi\u00f9 profondi. Comincia quindi a simulare emozioni e lacrime, e finisce per dover renderle \u00a0sempre pi\u00f9 genuine, finch\u00e9 alla fine le sue emozioni sono reali e che l&#8217;hanno resa, in tutto e per tutto umana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-Ventus-A.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-566 alignleft\" alt=\"Schroeder-Ventus A\" src=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-Ventus-A-218x300.jpg\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-Ventus-A-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-Ventus-A.jpg 324w\" sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/a><strong>Nick<\/strong>:\u00a0Mi sembra di aver letto che\u00a0<em><strong>Ventus<\/strong><\/em> sia stato il frutto di un tuo periodo\u00a0di crisi e che all&#8217;inizio pensavi che non sarebbe mai stato pubblicato, \u00e8 vera \u00a0questa cosa?<\/p>\n<p><strong>KS<\/strong>: Prima di scrivere <em><strong>Ventus<\/strong><\/em>, avevo tentato pi\u00f9 volte di scrivere romanzi che pensavo potessero interessare il mercato. Purtroppo ne rimasi frustrato perch\u00e9 nessun editore volle pubblicarli. L&#8217;intera esperienza mi ha costretto, in primo luogo, a rivalutare il motivo per cui stavo scrivendo e ho deciso che l&#8217;unico buon motivo era per il mio proprio piacere; cos\u00ec, ho deciso di scrivere il romanzo che volevo leggere. Ero abbastanza sicuro che nessuno altro avrebbe mai avuto a cuore le idee contenute o che potesse mai essere interessato a leggerlo. Ma dopo aver lavorato sul mio romanzo per un paio di anni \u00a0ne ho parlato a <strong>David Hartwell<\/strong> \u00a0l&#8217;editor della Tor Books\u00a0mentre eravamo\u00a0alla festa di un editore in cui stavo bazzicando alcuni scrittori gi\u00e0 affermati. Lui ha dimostrato un immediato interesse e mi ha incoraggiato a finirlo. Quando gliel&#8217;ho inviato lui lo ha comprato senza esitazione. Quindi c&#8217;\u00e8 una lezione in tutta questa storia che ho appreso troppo dolorosamente per dimenticarla: di scrivere quello che pu\u00f2 interessare a te non quello che credi possa interessare al Mercato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nick<\/strong>:\u00a0Nel 2002 arriva un altro romanzo importante: <em><strong>Permanence<\/strong><\/em>.<br \/>\nIn\u00a0<em><strong>Permanence<\/strong><\/em> affronti il tema della tecnologia e dell&#8217;evoluzione sotto un altra forma: cio\u00e8\u00a0che lo sviluppo tecnologico di una specie non ne garantisce per forza la\u00a0sopravvivenza. Ci spieghi meglio questo concetto?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-Permanence.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-560\" alt=\"Schroeder-Permanence\" src=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-Permanence.jpg\" width=\"153\" height=\"230\" \/><\/a><strong>KS<\/strong>:\u00a0In\u00a0<em><strong>Permanence<\/strong><\/em>\u00a0 l&#8217;\u00a0umanit\u00e0 scopre di essere essenzialmente sola nell&#8217;universo, perch\u00e9 ogni altra specie che abbia raggiunto le stelle in seguito poi \u00e8 regredita verso forme meno evolute. Ho avuto una piccola discussione con l&#8217;astrofisico Milan Cirkovic\u00a0riguardo a questa idea. Fondamentalmente, considero l&#8217;intelligenza dell&#8217;essere, per un dato organismo, un tratto distintivo come qualsiasi altro tratto. \u00c8 come avere denti aguzzi o pelo lungo. Per un animale, in un dato ambiente, potrebbe trasformarsi in un vantaggio evolutivo. Per un altro in una circostanza diversa, potrebbe non esserlo. La cosa principale \u00e8 che un intelligenza \u00a0come la nostra che permette la fabbricazione di macchine utensili \u00e8 un bene perch\u00e9 ci ha fatto passare da una nicchia ecologica all&#8217; altra. La razza umana si \u00e8 potuta diffondere sulla Terra, perch\u00e9 noi usiamo la tecnologia per permetterci di vivere ovunque. Quindi la tecnologia e l&#8217;intelligenza che ne consegue, sono buone per le specie che si trovano in movimento. Una volta che una specie si \u00e8 stabilita comodamente in una regione e trascorso qualche tempo (cio\u00e8, centinaia di migliaia a milioni di anni) si adatter\u00e0 all&#8217;ambiente e non avr\u00e0 pi\u00f9 bisogno tecnologie o dell&#8217;intelligenza che ne consegue. Anche se Cirkovic ha sottolineato che una strategia deliberata di mantenere se stessa &#8216;fuori equilibrio&#8217; o leggermente disadattata potrebbe aiutare una specie a mantenere la sua intelligenza nel lungo periodo (pi\u00f9 o meno la soluzione che ho scelto in <em><strong>Permanence<\/strong><\/em>), nessuno ha mai smentito questa idea convincente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nick<\/strong>:\u00a0 Possiamo dire anche che <em><strong>Permanence<\/strong><\/em>, sia la tua personale risposta al\u00a0Paradosso di Fermi riguardo al \u00a0perch\u00e9 finora non abbiamo incontrato\u00a0specie\u00a0aliene?<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>KS<\/strong>:\u00a0Se il destino ultimo dell&#8217;intelligenza \u00e8 quello di affievolirsi dopo aver portato a termine il suo scopo, allora si, questo spiegherebbe il \u00a0perch\u00e9\u00a0noi sembriamo essere da soli. Noi sembriamo essere da soli perch\u00e9 quel tratto che noi apprezziamo cos\u00ec estremamente ha un periodo limitato di utilit\u00e0 per una specie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nick<\/strong>:\u00a0Sei stato uno dei fondatori della <strong>SF Canada<\/strong>, <em>the Canadian national science fiction\u00a0and fantasy writers association<\/em> nel 1989, e nei sei stato anche presidente.<br \/>\nVorresti parlare di questa associazione e della tua esperienza con essa\u00a0ai lettori di Nocturnia ?<\/p>\n<p><strong>KS<\/strong>: Non sono stato il fondatore di SF Canada; \u00a0l&#8217;onore ricade su un certo numero di altre persone, in particolare <strong>Candas Jane Dorsey<\/strong>, autrice dell&#8217;eccellente romanzo <em><strong>Black Wine<\/strong><\/em>. La creazione di <strong>SF Canada<\/strong> \u00e8 stato un momento importante per la fantascienza canadese, perch\u00e9 \u00e8 stata la prima volta che scrittori diversi e lontani, sparsi un p\u00f2 in tutto il continente, sono stati in grado di riunirsi e \u00a0di stabilire una identit\u00e0 collettiva. Vivere accanto a una potenza culturale ed economica come gli Stati Uniti\u00a0rende il mantenere la propria identit\u00e0 e \u00a0i propri valori molto difficile. Quando tutte le TV, le radio, i tuoi libri e riviste, provengono da oltre confine, \u00e8 quello che fai tu che ti definisce come unicamente canadese. Siamo stati in grado di scoprire che in effetti veramente potevamo avere punti di vista distinti e diversi, e che la fantascienza canadese poteva dare dei contributi alla letteratura che non potevano essere duplicati dagli autori americani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-LadyOfMazes.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-561 alignleft\" alt=\"Schroeder-LadyOfMazes\" src=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-LadyOfMazes-196x300.jpg\" width=\"196\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-LadyOfMazes-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-LadyOfMazes.jpg 328w\" sizes=\"(max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/><\/a><strong>Nick<\/strong>:\u00a0Questa domanda l&#8217;ho rivolta anche a\u00a0<strong>Robert J. Sawyer<\/strong> quando l&#8217;ho \u00a0intervistato tempo fa: secondo te la <em>speculative fiction<\/em> canadese presenta\u00a0delle differenze rispetto a quella americana? E se si quali?<\/p>\n<p><strong>KS<\/strong>:\u00a0La\u00a0fantascienza canadese esibisce generalmente un \u00a0rapporto diverso con l&#8217;ambiente o, pi\u00f9 esattamente, col mondo fisico. La natura \u00e8 meno una forza da conquistare, come viene spesso raffigurata nella fantascienza Americana e pi\u00f9 un potenziale alleato o un nemico con il quale negoziare. Questo punto di vista viene direttamente dall&#8217;esperienza canadese del mondo naturale. Mentre scrivo queste righe, la costa est del paese si sta riprendendo da un da una bufera di neve notturna -\u00e8 il 26 marzo- che ha scaricato 50 centimetri di neve e poi l&#8217;ha soffiata in giro con venti di 186 km l&#8217;ora. \u00a0Una Natura del genere non \u00e8 da conquistare; e in una serie di storie recenti (e in <em><strong>Ventus<\/strong><\/em>) \u00a0descrivo situazioni in cui dei sistemi naturali ma tecnologicamente evoluti si &#8220;svegliano&#8221; e diventa necessario negoziare con loro come attori politici a pieno titolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nick<\/strong>:\u00a0In Italia hanno recentemente tradotto un paio di tuoi racconti con\u00a0protagonista il contractor Gennady (<strong><em>Dalla lontana Cilenia<\/em><\/strong>; <em><strong>Il fantasma di Laika<\/strong><\/em>). Gennady \u00e8 un gran bel personaggio e ha colpito molto i lettori italiani.<br \/>\nScriverai ancora su di lui, magari avr\u00e0 finalmente anche qualche relazione?<\/p>\n<p><strong>KS<\/strong>: Io amo Gennady. \u00c8 il netturbino di tutti gli ingenui esperimenti sociali ed ecologici del XX secolo, e lo fa con gli occhi spalancati. Lui \u00e8 il ragazzo che pulisce dopo Chernobyl. Ci\u00f2 che me lo rende amabile, per\u00f2, \u00e8 che questo ruolo non lo ha reso cinico, n\u00e9 reso contro la tecnologia. Ci sgobba appena su, ripara i disordini e spera per il meglio. E, naturalmente, la sua timidezza di base nei confronti della gente \u00e8 parte di ci\u00f2 che lo fa viaggiare nei luoghi vuoti e perduti del mondo posti, dove nessun altro andrebbe mai. Chi altra avrebbe accettato un lavoro di \u00a0trasporto di cammelli dell&#8217;Asia centrale \u00a0diventati radioattivi dopo il pascolo in un vecchio sito di test nucleari?<\/p>\n<p>Dal momento che lui \u00e8 esattamente l&#8217;opposto della spia audace, mi auguro che trovi una relazione. Sto ancora cercando di capire che tipo di donna sarebbe adatta per lui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nick<\/strong>:\u00a0Hai inventato il concetto del &#8220;<em>Thalience<\/em>&#8220;, ti andrebbe di spiegarcelo?<\/p>\n<p><strong>KS<\/strong>:\u00a0<em>Thalience<\/em> \u00e8 un nome che ho dato ad un particolare enigma nato dalla ricerca di un intelligenza artificiale (AI). La domanda \u00e8, una IA\u00a0in grado semplicemente di ereditare tutte le nostre categorie umane per comprendere il mondo (su, gi\u00f9, dentro, fuori, umano, macchina), o sarebbe in grado &#8211; o avrebbe il potere &#8211; di inventare la propria? Se cos\u00ec fosse, avverrebbe quello che io chiamo &#8220;<em>thalient<\/em>&#8220;, che \u00e8 il contrario di intelligente, perch\u00e9 non potremmo nemmeno riconoscere un AI thaliente come avente l&#8217;intelligenza. Sarebbe semplicemente troppo un qualcosa di troppo alieno. In <em><strong>Ventus<\/strong><\/em>, \u00e8 esattamente quello che avviene con questa divergenza di comprensione di base, con risultati tragici per gli esseri umani coinvolti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-QueenOfCandesce.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-563\" alt=\"Schroeder-QueenOfCandesce\" src=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-QueenOfCandesce-184x300.jpg\" width=\"184\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-QueenOfCandesce-184x300.jpg 184w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-QueenOfCandesce.jpg 246w\" sizes=\"(max-width: 184px) 100vw, 184px\" \/><\/a><strong>Nick<\/strong>:\u00a0Tra i tuoi romanzi qual \u00e8 quello che preferisci, quello che ti ha dato pi\u00f9\u00a0soddisfazioni e quello che invece oggi non riscriveresti\u00a0o magari scriveresti\u00a0in maniera diversa?<\/p>\n<p><strong>KS<\/strong>:\u00a0Non mi piace di individuare preferiti, \u00e8 un male per il lavoro. Non posso dirti quale mi sia piaciuto di pi\u00f9, o anche quelli che sono &#8220;migliori&#8221; di altri. Alcuni libri sono stati molto divertenti da scrivere, e un paio di loro sono state esperienze di trasformazione per me. Mi ci sono voluti sette anni per scrivere <em><strong>Ventus<\/strong><\/em>; io stavo essenzialmente trasformandomi in uno scrittore, dal momento che dovevo essere io a raccontare la storia che volevo raccontare, e cos\u00ec quel libro ha rappresentato un grande cambiamento per me. Lo stesso vale per <strong><em>Lady of Mazes<\/em><\/strong>, perch\u00e9 era la prima volta che ho volutamente utilizzato pi\u00f9 linee narrative &#8211; come se fossero pi\u00f9 tracce stratificate in una registrazione audio, il che consentirebbe al lettore di leggere e rileggere la stessa storia e ottenere qualcosa nuovo da essa ogni volta. Rigorosamente in termini di divertimento, per\u00f2, credo di essermi divertito maggiormente con <em><strong>Queen of Candesce<\/strong><\/em> e <em><strong>The Sunless Countries<\/strong><\/em> . Entrambi fanno parte della serie Virga, hanno rappresentato semplicemente una gioia da scrivere, senza attrito, dubbi o esitazioni nel processo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nick<\/strong>:\u00a0Tra i tuoi colleghi quali segui con maggiore attenzione ed interesse?<\/p>\n<p><strong>KS<\/strong>:\u00a0Non ho preferenze particolari riguardo alla generazione attuale, anche se devo dire che in inglese, <strong>China Mieville<\/strong> sta facendo alcuni dei lavori pi\u00f9 interessanti. Anche se sono stato associato alla &#8220;hard&#8221; science fiction, ho anche poco interesse riguardo a quegli scrittori che scrivono una fantascienza rigorosamente basata sulla scienza. Ci sono stati diversi scrittori di fantascienza del secolo scorso, tuttavia, che hanno rotto con la mentalit\u00e0 del genere, con l&#8217;esteso dominio americano e britannico del medesimo, e utilizzato la fantascienza come strumento esplorativo. Come ho detto prima, <strong>Stanislaw Lem<\/strong> ha avuto il maggior impatto su di me; non \u00e8 importante quanto attuale sia, ma che sapesse come porre le domande giuste attraverso i suoi racconti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-Lockstep.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-562 alignleft\" alt=\"Schroeder-Lockstep\" src=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-Lockstep-200x300.jpg\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-Lockstep-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Schroeder-Lockstep.jpg 318w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><strong>Nick<\/strong>:\u00a0Progetti futuri: di cosa ti stai occupando adesso e cosa dobbiamo\u00a0aspettarci da Karl Schroeder nel prossimo futuro?<\/p>\n<p><strong>KS<\/strong>:\u00a0Ho un certo numero di progetti in corso contemporaneamente, ed \u00e8 la prima volta che questo mi accada. Io di solito scrivo un romanzo alla volta, ma attualmente ne sto progettando tre. Uno \u00e8 legato a <em><strong>Lockstep<\/strong><\/em>, che \u00e8 stato appena pubblicato da noi in inglese (il 25 marzo). Un&#8217;altra potrebbe completare il tema iniziato con <em><strong>Ventus<\/strong><\/em> e poi sviluppato in <em><strong>Lady of Mazes<\/strong><\/em>. Il terzo \u00e8 un brano realizzato su commissione di cui non posso parlare. Ho una nuova storia che esce all&#8217;interno del progetto <em><strong>Hieroglyph<\/strong><\/em> di <strong>Neal Stephenson<\/strong>, e qualche altro lavoro che uscir\u00e0 in antologia. Cos\u00ec, sono impegnato, e abbastanza felice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nick<\/strong>:\u00a0Bene, \u00e8 tutto. Ti ringrazio ancora e nel salutarti ti rivolgo la classica\u00a0domanda finale di Nocturnia: c&#8217;\u00e8 qualche domanda a cui avresti risposto\u00a0volentieri e che io invece non ti ho rivolto?<\/p>\n<p><strong>KS<\/strong>:\u00a0Normalmente io mi ritrovo con delle cose in pi\u00f9 da dire al termine di un colloquio, ma non credo che avvenga anche questa volta. Naturalmente, pi\u00f9 tardi (probabilmente proprio appena quest&#8217;intervista sar\u00e0 pubblicata) mi render\u00f2 conto che c&#8217;era qualcosa di importante che ho dimenticato di citare, e poi io mi schiaffegger\u00f2 sulla fronte e dir\u00f2: &#8220;D&#8217;oh!&#8221; Come fanno in America. Ma non adesso.<\/p>\n<p>Grazie mille per il tuo interesse nei confronti del mio lavoro e per le tue domande gentili!<\/p>\n<p><em>* Casa editrice specializzata in temi cristiani.<\/em><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_counters\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top:2px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_c=new Array(\"facebook_like\",\"facebook_send\",\"pinterest\",\"email\");var hupso_counters_lang = \"en_US\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_c=\"\";var hupso_title_c=\"Nicola%20Parisi%20intervista%20Karl%20Schroeder\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/counters.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo anche sul nostro sito questa notevole intervista che Nicola Parisi ha realizzato con Karl [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":573,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/553"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=553"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/553\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":580,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/553\/revisions\/580"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/573"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}