{"id":4965,"date":"2020-02-26T10:20:23","date_gmt":"2020-02-26T09:20:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/?p=4965"},"modified":"2020-02-26T10:43:34","modified_gmt":"2020-02-26T09:43:34","slug":"fabio-malagnini-intervista-sam-j-miller-per-pulp-libri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/fabio-malagnini-intervista-sam-j-miller-per-pulp-libri\/","title":{"rendered":"Fabio Malagnini intervista Sam J. Miller per Pulp Libri"},"content":{"rendered":"<p><em>Qualche tempo fa\u00a0<strong>Fabio Malagnini<\/strong>\u00a0ha intervistato per <a href=\"https:\/\/www.pulplibri.it\/intervista-a-sam-j-miller\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pulp Libri<\/a>\u00a0<b>Sam J. Miller<\/b>, autore de<\/em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/libri-e-autori\/la-citta-dellorca-di-sam-j-miller\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><b>La citt\u00e0 dell&#8217;orca<\/b><\/a><em>,<\/em><em>.<br \/>\nVi riproponiamo il pezzo sul nostro sito, ringraziando autore e testata per avercene concesso l&#8217;utilizzo.<b><\/b><\/em><\/p>\n<p><em>Buona lettura!<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>Sam J. Miller<\/strong> \u00e8 un giovane scrittore newyorkese, ex social worker, che utilizza il set del genere fantastico al completo \u2013 science fiction e fantasy \u2013 per sentirsi pi\u00f9 libero di raccontare un mondo costantemente in metamorfosi tra speranza e catastrofe, solitudine e incontro, mutazione collettiva e cristalli di potere. Cio\u00e8 un mondo simile a quello che riconosciamo in questo primo scorcio di Ventunesimo secolo, se appena guardiamo avanti di qualche decennio.<br \/>\nCon\u00a0<\/em><strong>Blackfish City<\/strong><em>, ora pubblicato in Italia da Zona 42 (<\/em><strong>La citt\u00e0 dell\u2019Orca<\/strong><em>,\u00a0recensito su <a href=\"https:\/\/www.pulplibri.it\/lincubo-del-potere-genere-e-razza-riprodotti-nel-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pulp<\/a>), ha vinto il John W. Campbell Award come miglior romanzo e le nomination per i premi Nebula e Locus.<br \/>\nLo incontriamo a Milano per Bookcity, al <strong>Covo della Ladra<\/strong>, una fantastica libreria che magari non ti aspetti a met\u00e0 di via Padova. Dalla conferenza pubblica assieme all\u2019editore italiano, <strong>Giorgio Raffaelli<\/strong>, e alla traduttrice <strong>Chiara Reali<\/strong>, la conversazione con Sam<strong> J. Miller<\/strong> prosegue poi via email.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-4757 size-full\" src=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/BookCity3.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/BookCity3.jpg 1200w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/BookCity3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/BookCity3-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/BookCity3-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/BookCity3-272x182.jpg 272w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong>Blackfish City\u00a0ruota attorno a Qaanaaq, la citt\u00e0 galleggiante, ci pu\u00f2 dire da come \u00e8 nata l\u2019idea?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Un giorno mi \u00e8 comparsa una donna, accompagnata da un\u2019orca, ed esigeva che la sua storia venisse raccontata, molte cose che pensavo allora hanno cominciato a raggrupparsi attorno a questa donna e all\u2019idea della citt\u00e0 galleggiante. E un po\u2019 alla volta i pezzi hanno cominciato a incastrarsi.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008080;\">Nel romanzo l\u2019immigrazione fa da sfondo a una\u00a0revenge story: a Qaanaaq tutti sono migranti, dai ricchi Investitori che l\u2019hanno fondata e che la controllano da dietro le quinte all\u2019ultimo miserabile profugo. Ognuno ha alle spalle un passato e davanti una vita da ricominciare, che deve essere raccontata\u2026 Il romanzo \u00e8 un po\u2019 la somma di queste storie?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, l\u2019immigrazione \u00e8 ci\u00f2 che ha reso grande l\u2019America, la sua colonna portante, per quando oggi sembri prevalere il razzismo e l\u2019odio per l\u2019Altro. Io scrivo per sentirmi meglio e per affrontare le cose che non sopporto, qui siamo in un futuro dove a causa della crisi climatica gli Stati Uniti non esistono pi\u00f9 e chi \u00e8 riuscito a scappare \u00e8 trattato come oggi trattano i migranti. Ovviamente non me lo auguro, ma spero che la finzione possa aiutare a calarsi nei panni degli altri e a cambiare la nostra prospettiva.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong>Prima siamo catapultati in un futuro distopico, poi la storia si apre alla speranza oltre la catastrofe.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Non amo le distopie, non amo le storie che trasmettono solo disperazione. Se c\u2019\u00e8 una cosa che ho chiara nella testa \u00e8 che le persone fanno cose terribili, ma fanno anche cose meravigliose. Mentre distruggiamo il mondo facciamo musica, cuciniamo ottimo cibo, mettiamo su famiglie e molte altre cose. \u00c8 quello che abbiamo fatto finora e che continuiamo a fare.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><a href=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/la-citta-dellorca-di-sam-j-miller\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-4657\" src=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/La-citta\u0300-dellorca-Cop-663x900.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"570\" srcset=\"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/La-citta\u0300-dellorca-Cop-663x900.jpg 663w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/La-citta\u0300-dellorca-Cop-663x900-221x300.jpg 221w\" sizes=\"(max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><\/a><strong>Nel romanzo una malattia, il \u201cfrantumo\u201d, porta le sue vittime a vivere i ricordi di persone sconosciute, frammentando la percezione del reale fino a disperdere la personalit\u00e0 e a ucciderle. Quando le storie individuali non si uniscono per formare una nuova narrazione collettiva possono diventare una malattia sociale?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Penso sia abbastanza immediato associare l\u2019epidemia del frantumo nella finzione \u2013 un virus mortale e a trasmissione sessuale \u2013 a quella dell\u2019HIV. Come gay sono cresciuto negli anni della sua massima diffusione, e ho capito che al governo non gliene fregava niente di quelle morti, che per superare quel momento dovevamo prenderci cura uno dell\u2019altro. Non \u00e8 solo una storia orribile, ma la storia di un gruppo di persone che ha trovato la forza di reagire e di creare qualcosa di nuovo anche nei rapporti umani.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008080;\">I rapporti umani, le famiglie si scelgono, i protagonisti del romanzo si riconoscono invece in una grande famiglia biologica, sia pure piuttosto allargata. Come mai?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Suona un po\u2019 come un\u2019incongruenza, me ne sono accorto solo alla fine. Ma dopotutto non lo \u00e8: anche le famiglie naturali possano produrre rapporti importanti, che resistono nel tempo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong>ll frantumo pone, indirettamente, anche il tema della memoria storica, che il romanzo affronta\u2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Quando parliamo di oppressione, delle cose che sono successe, guerre, povert\u00e0 e altro, \u00e8 facile sentirsi schiacciati dal peso di tutte le cose terribili che formano \u201cla Storia\u201d e che non sappiamo restituire con la scrittura. Se la affrontiamo invece attraverso la memoria o il ricordo \u00e8 pi\u00f9 facile padroneggiarla e andare avanti.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong>A Qaanaaq i politici non ci sono neppure pi\u00f9, il potere delega direttamente alle AI (Intelligenze Artificiali) i servizi cittadini\u2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Per quindici anni ho lavorato a New York come organizzatore, e quando mi rivolgevo a politici e amministratori per qualche nuova proposta mi sembrava di parlare con dei robot\u2026 sembravano gi\u00e0 tutti programmati da qualche lobby, per cui in genere rispondevano come macchine \u201cquesto si pu\u00f2 fare\u2026 oh no questo non si pu\u00f2 fare\u2026\u201d In pratica sapevano gi\u00e0 cosa potevano fare e cosa no. Che si tratti di AI o di politici in carne e ossa non cambia nulla, se la gente non decide di riprendere in mano il proprio futuro saranno sempre quelli con i soldi a decidere per tutti.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong>Di\u00a0Blackfish City\u00a0colpisce la granularit\u00e0 del\u00a0world building, che l\u2019azione svela un passo alla volta. Come ha disegnato Qaanaaq?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Mi sono limitato a prendere tutte le cose che pi\u00f9 amo (e che pi\u00f9 odio!) vivendo a New York City, e ho aggiunto alcune delle cose osservate in altre grandi citt\u00e0 che ho avuto il privilegio di visitare in giro per il mondo, citt\u00e0 come Bangkok, Delhi, London, Venice, per dire le prime che mi vengono in mente. Ho lavorato quindici anni come organizzatore di comunit\u00e0 e come attivista per portare a casa un cambiamento politico, e ho imparato alcune cose su come funziona una citt\u00e0, chi lavora per chi. E ho aggiunto balene assassine, orsi polari e\u2026 un tocco di folle futuro tecnologico!<\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong>Il suo modo di vedere New York City dopo la catastrofe climatica, mi ha ricordato in parte un autore di fantascienza come Kim Stanley Robinson\u2026 \u00e8 un riferimento per il suo immaginario?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Lo ammiro molto, ma non ho letto moltissimo di lui. Forse proprio perch\u00e9 ci sono alcune cose in comune nei temi e nelle fascinazioni in comune, perch\u00e9 mi renderebbe nervoso se qualcuno fa qualcosa che voglio fare io e magari lo fa meglio.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong>Il capitalismo di Qaanaaq \u00e8 soprattutto immobiliare, un\u2019altra reminiscenza newyorkese?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Decisamente s\u00ec, a New York ho lavorato con i senza tetto e una cosa che ho imparato \u00e8 che le citt\u00e0 sono costruite per essere il pi\u00f9 possibile care e inaccessibili. \u00c8 un concetto molto semplice e volevo che le persone lo capissero, come l\u2019ho capito io, dopo anni di lavoro nell\u2019housing sociale. Siamo portati a credere che il problema dei senzatetto non ci riguardi, ma non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-4772\" src=\"http:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/SamJMiller-2.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"630\" srcset=\"https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/SamJMiller-2.jpg 622w, https:\/\/www.zona42.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/SamJMiller-2-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong>Nell\u2019inglese contemporaneo il\u00a0singular they\u00a0\u00e8 usato per identificare gli individui di genere non binario, le persone che non si riconoscono come femmina o maschio. In italiano possiamo usare gli asterischi, ma non abbiamo un\u2019espressione simile, cio\u00e8 altrettanto accettata dalla grammatica, che mantenga pure la stessa carica politica. Lo dico perch\u00e9 uno dei protagonisti del romanzo, Soq, \u00e8 genderfluid, non binario. Come lo ha costruito?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>In un futuro stravolto dal cambiamento climatico, con la distruzione di interi habitat naturali e la perdita di milioni di specie animali, ho voluto immaginare un mondo dove qualcosa fosse anche cambiato per il meglio, in particolare si fosse superato il binarismo di genere e le persone potessero essere quello che vogliono. Per me \u00e8 importante che esistano personaggi gay nella finzione perch\u00e9 i gay esistono nella realt\u00e0; allo stesso modo \u00e8 importante che ci siano personaggi non binari perch\u00e9 le persone non binarie esistono. Ovviamente quando scrivo posso immaginare di essere chiunque, ma \u00e8 bene confrontarsi con gli altri quando vuoi restituire l\u2019esperienza di persone diverse da te. In questo caso il fatto di lavorare su un mondo fantastico \u00e8 fondamentale, non potrei immaginare cosa prova un personaggio non binario in una storia realistica.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong>Domanda di rito: quanto c\u2019\u00e8 di te nei personaggi del romanzo?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Risposta di rito: credo ci sia un poco di me in tutti i personaggi, ma spero di assomigliare soprattutto alla donna dell\u2019orca, che arriva e fa fuori decine di cattivi!<\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong>Tra le declinazioni del potere in\u00a0Blackfish City\u00a0c\u2019\u00e8 anche quello antropocentrico, di specie. I protagonisti, quando capiscono chi sono veramente, scoprono di possedere un legame psichico speciale con un animale. Personalmente mi ha ricordato la\u00a0<em>La bussola d\u2019oro<\/em>\u00a0di Philip Pullman (Salani, 2015), ma anche il pensiero filosofico di Bruno Latour. Che magari non c\u2019entrano affatto\u2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Philip Pullman<\/strong> c\u2019entra sempre, ma io nella scrittura cerco soprattutto un modo economico per realizzare i miei desideri: mi piacerebbe tantissimo andare in giro con un orso polare ma non posso, quindi ficco un orso polare in un romanzo di fantascienza. Insomma questo libro \u00e8 anche un modo per stare di pi\u00f9 assieme agli animali.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong>Il suo ultimo romanzo,\u00a0Destroy all monsters, si svolge in un luogo immaginario, che il protagonista chiama Darkside. Come \u00e8 nato?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>La storia \u00e8 ispirata a uno dei miei fumetti preferiti di sempre, <em><strong>The Maxx<\/strong><\/em>. \u00c8 la storia di Julie, un\u2019assistente sociale che si preoccupa per un senzatetto in una citt\u00e0 buia e piovosa, una dark rainy city. Ma \u00e8 anche la storia vissuta da Max (che si ritiene un supereroe, ndr) in un mondo brillante e coloratissimo dove lui prova a salvare Julie. Questa idea \u2013 una storia che si svolge sul lato pi\u00f9 crudo della nostra realt\u00e0, e un\u2019altra in un mondo fantasy e selvaggio \u2013 mi ha sempre attirato e ho passato anni a immaginare come potesse funzionare.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong><em>Destroy all monsters<\/em>\u00a0\u00e8 rivolto al pubblico \u201cyoung adult\u201d, che differenza ha fatto per lei?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Per me fa poca differenza, quando scrivo non distinguo tra giovani adulti e adulti-adulti. Il segreto \u00e8\u2026 che sono ancora in gran parte la stessa persona immatura di quando ero adolescente. Nelle storie classificate per\u00a0young adult\u00a0la trama deve guardare avanti e hai meno spazio per commenti e incisi, ma questo ha pi\u00f9 a che fare con le norme del genere che con un pubblico specifico.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong>Ci sar\u00e0 un seguito per\u00a0Blackfish City?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>No, nessun sequel formale. ma tutto il mio lavoro si svolge in un universo condiviso, creando tante piccole connessioni tra tutte le mie storie. Un mio racconto, <em><strong>Calved<\/strong><\/em>, \u00e8 ambientato a Qaanaaq 20 anni prima di\u00a0<em><strong>Blackfish City<\/strong><\/em>, e nel romanzo si accenna brevemente ad alcuni fatti raccontati in un altro racconto, <em><strong>Last Gods<\/strong><\/em>. Potrei scrivere qualcosa per esplorare gli eventi che hanno portato alla costruzione della citt\u00e0 o durante le Guerre Climatiche\u2026 dove potrebbero comparire alcuni dei personaggi di\u00a0<em><strong>Blackfish City<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008080;\"><strong>Ted Chiang \u00e8 un riferimento anche per molti scrittori. Lei ha seguito un workshop di creative writing con lui, cosa ha ricavato da questa esperienza?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Ted \u00e8 uno scrittore e un insegnante straordinario, in realt\u00e0 \u00e8 straordinario, anche come persona, non conosco nessuno al mondo come lui. Averlo incontrato \u00e8 la ragione per cui ho deciso di fare lo scrittore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">(leggi l&#8217;intervista su <a href=\"https:\/\/www.pulplibri.it\/intervista-a-sam-j-miller\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pulp Libri<\/a>.)<\/span><\/p>\n<div>\u2026<\/div>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_counters\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top:2px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_c=new Array(\"facebook_like\",\"facebook_send\",\"pinterest\",\"email\");var hupso_counters_lang = \"en_US\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_c=\"\";var hupso_title_c=\"Fabio%20Malagnini%20intervista%20Sam%20J.%20Miller%20per%20Pulp%20Libri\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/counters.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche tempo fa\u00a0Fabio Malagnini\u00a0ha intervistato per Pulp Libri\u00a0Sam J. 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