Viscusi, Zona 42 e la fantascienza italiana

Vanamonde BN

Marco Passerello scrive per L’Indro un ottimo articolo in cui si parla di noi, della fantascienza italiana e del pregiudizio che circonda la letteratura di genere nel nostro paese.

Ve ne presentiamo un estratto:

La fantascienza in Italia ha sempre incontrato molte difficoltà. La massima attribuita a Carlo Fruttero e Franco Lucentini, secondo cui «un disco volante non può atterrare a Lucca», pur essendo probabilmente apocrifa, riassume in modo efficace l’atteggiamento di rifiuto che la cultura nostrana prova per un genere letterario percepito come inferiore ed estraneo alla nostra tradizione. Anche se nel nostro Paese esiste una comunità di appassionati con siti web e convention, nonché una collana da edicola come Urania Mondadori che ha da tempo superato il mezzo secolo di vita, la fantascienza risulta comunque confinata in un ghetto. Gli autori italiani sono sconosciuti al grande pubblico, con rarissime eccezioni come Valerio Evangelisti (che però ormai si dedica quasi esclusivamente al romanzo storico) o Tullio Avoledo (che, pur scrivendo opere spesso di sapore fantascientifico, si guarda bene dal presentarle in libreria come tali). Gli appassionati e il mondo della cultura ufficiale si ignorano reciprocamente, con risultati a volte paradossali: per esempio, la rivista Nuovi Argomenti ha di recente pubblicato un numero monografico dedicato alla fantascienza, ma ha scelto di includere racconti di autori in gran parte estranei al genere (suscitando anche qualche polemica da parte dei fan).
Quando la fantascienza italiana arriva nelle librerie è perciò un vero evento, ma succede ancora. Questa volta a raggiungere il traguardo è Andrea Viscusi, 28enne di Montecatini Terme, per i tipi di Zona 42, piccola ma agguerrita casa editrice modenese con un solo anno di vita, che ha scelto di dedicarsi esclusivamente alla fantascienza di qualità. […]

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