Real Mars, recensioni #5

Vi proponiamo qui di seguito la magnifica recensione che Carlo Kimbote ha dedicato a Real Mars. Il pezzo è comparso nello spazio commenti della pagina che il sito Che Libro ha riservato al romanzo di Alessandro Vietti, oltre che nello spazio destinato ai lettori sulla pagina Amazon del libro.


 Appagante romanzo di fantascienza sociologica sul nostro inconfessabile desiderio di spettacolo

Romanzo di fantascienza sociologica a mio giudizio veramente molto interessante, in cui trama, tematiche affrontate, verosimiglianza, stile e struttura narrativa, concorrono per offrire un’esperienza di lettura fuori dal comune e che consiglio sia agli amanti della fantascienza che ai non amanti del genere.

La premessa, in buona sostanza, è questa: in un futuro molto prossimo, le agenzie spaziali non hanno budget per finanziare una missione umana su Marte, così, si fanno avanti gli sponsor che, come veicolo della loro promozione, utilizzano la forma del reality show. I quattro astronauti della missione si trovano così “spiati” e seguiti dalla popolazione mondiale con tutto ciò che questo comporta sia per l’equipaggio che per gli spettatori…
Il romanzo, è molto realistico e verosimile, sia per quanto concerne la parte tecnico/scientifica del viaggio spaziale e della vita a bordo (la tecnologia è di poco più avanzata della nostra), che per quanto riguarda le storie umane presenti nelle sottotrame degli spettatori che osservano il reality, le quali sono abilmente intrecciate alla narrazione degli eventi che accadono sulla nave spaziale; eventi che metteranno a dura prova i limiti fisici e psicologici degli astronauti e che terranno gli spettatori – e noi lettori con loro – con il fiato sospeso.

Sì perché in realtà, nella sua finzione, Real Mars riesce a farci entrare letteralmente nell’esperienza del reality, con un abile strategia metanarrativa, per cui ci si ritrova invischiati nelle dinamiche di un reality vero e proprio, anche se si sta leggendo un libro e non guardando una televisione.
Solleticando la nostra curiosità, le nostre aspettative, “il nostro inconfessabile desiderio di spettacolo” (ovvero il nostro lato ficcanaso), questo libro ci fa “leggere” un reality show. Ci passeranno in “sovraimpressione” pupazzetti mascotte e belle donne che ci invitano a comprare questo e quel prodotto mentre guarderemo la diretta oppure seguiremo gli opinionisti in studio (o leggeremo un articolo di giornale, o sentiremo il discorso di due passanti, o guarderemo uno spettatore che guarda a sua volta il reality…) mentre discutono dell’ultimo sconvolgente accadimento avvenuto su di una scatoletta lanciata a chilometri di distanza dalla Terra dove quattro persone lottano per sopravvivere, sia a delle condizioni estreme, che ai meccanismi del marketing più cinico. Un romanzo corale che delle cui meccaniche e dei cui personaggi fa parte, inconsapevolmente, anche il lettore.
Di solito non mi vanno a genio le “letture condivise” per vari motivi, ma su questo romanzo ammetto che mi sarebbe piaciuto, in quanto avrebbe amplificato la sensazione di seguire un evento “multimediale”.

Trovo il romanzo pienamente riuscito, molto ben congeniato, con una prosa asciutta e creativa, che riesce a conciliare una vena ironica ad una narrazione piuttosto lucida ed imparziale senza per questo perdere terreno sulle parti drammatiche.

Appagante.

 

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