Intervista a Giorgio Raffaelli

Pubblichiamo anche sul nostro sito l’intervista che Flavio Alunni ha realizzato con Giorgio Raffaelli, socio fondatore di Zona 42. Il pezzo è già apparso sul blog Clarke è vivo.

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Per prima cosa le presentazioni: mi chiamo Giorgio Raffaelli. Sono un immigrato dal profondo nord. Abito a Modena ma sono cresciuto a Bolzano. In tutti questi anni in Emilia (ormai son davvero tanti!) ho studiato e ho messo su famiglia. Ufficialmente faccio il grafico per un’azienda nel comprensorio ceramico, ma da qualche tempo sono finalmente riuscito a dare corpo alla passione per la lettura in generale e per la fantascienza in particolare, inventandomi con un amico il progetto Zona 42.
Era anche ora, dopo tutti gli anni di frequentazione dell’ambiente fantascientifico nostrano, che provassi a restituire alla comunità dei lettori quel che di buono ho imparato. La fuori c’è sicuramente qualcuno che mi conosce come Iguana Jo, nick che ho adottato negli anni ’90 del secolo scorso, ai tempi della mitica Mailing List di Fantascienza, e che poi mi ha seguito per tutte le varie incarnazioni della mia presenza on-line fino ad arrivare al blog che gestisco ormai da parecchi anni. Ora il tempo dei nickname sembra essere finito, ma al mio ci sono ancora affezionato, tanto che qualche traccia è rimasta anche nei libri che abbiamo iniziato a proporre.

 

Come nasce Zona 42?
L’idea di Zona 42 ha iniziato a concretizzarsi la scorsa estate, quando facendo un po’ di conti e affrontando un po’ più seriamente del solito la questione dell’editoria nostrana ci siamo resi conto che forse qualche piccola speranza di far crescere e prosperare un progetto come quello che avevamo in mente non era cosa del tutto folle.
Ma l’idea di una casa editrice mi ronzava in testa già da parecchi anni, da quando, avendo iniziato a frequentare qualche addetto ai lavori, mi si sono un po’ chiarite le idee su come funzionano i meccanismi editoriali. Da lettore con le idee via via sempre più chiare su cosa mi piace leggere, è diventato sempre più difficile trovare quel tipo di libri capaci di regalare quella speciale meraviglia che solo la migliore fantascienza sa offrire. Ho iniziato a leggere in inglese e ho scoperto che quei libri esistevano ancora ma non arrivavano più nel nostro paese. Perché non provare dunque a pubblicarli in prima persona?

 

Te l’avranno chiesto in molti ma… a cosa si deve il nome della casa editrice?
Il nome della casa editrice è stato forse lo scoglio più arduo da affrontare nei mesi che hanno preceduto il debutto pubblico del progetto. Cercavamo un nome che parlasse al pubblico fantascientifico ma che non fosse troppo esplicito. Abbiamo escluso tutte le possibili combinazioni di termini spazio-temporali, abbiamo scartato nomi dal forte significato simbolico ma che sarebbero stati o troppo criptici o decisamente impronunciabili. Ci piaceva l’idea di un nome che riuscisse a suggerire il tipo di territori letterari che avremmo voluto esplorare. Zona 42 coniuga due elementi di chiara matrice fantascientifica che pur appartenendo al genere ne travalicano i confini: da una parte la Zona, topos ormai consolidato di matrice fantastica (pensiamo ai fratelli Strugatzki, a Ballard, o a certe atmosfere cyberpunk) capace di evocare uno spazio di potenziali meraviglie al confine tra incubo e utopia, un territorio narrativo profondo che mescola speculazione e realtà con un forte legame con la contemporaneità; dall’altra il numero 42, ovvero la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto, che stabilisce un altro principio cardine del nostro progetto: vogliamo divertirci e divertire, lavorando nella maniera più professionale possibile ma senza prenderci troppo sul serio.

 

Chi siete? (Cosa fate? Cosa portate? Sì, ma quanti siete? )Play presentazione 1
Siamo in due, e facciamo tutto noi, con il supporto di Annalisa, che è una grafica professionista e ha contribuito a definire l’estetica dei nostri volumi, e di Elena, che è una lettrice onnivora e ci aiuta nella revisione delle traduzioni e nella gestione dei rapporti con le librerie. Per le traduzioni abbiamo scelto professionisti capaci di garantirci un alto standard di qualità, e che condividessero la passione per i libri che vogliamo proporre al pubblico italiano.

 

Che tipo di opere vi proponete di pubblicare?
Siamo partiti con la fantascienza e vogliamo proseguire su questa strada. Se le cose dovessero andar bene non escludiamo di espanderci verso generi in qualche modo affini, pensiamo alla letteratura fantastica tout court o ai territori del perturbante.

 

Come sono state le prime esperienze con i lettori e le lettrici dopo la recente uscita di Desolation Road?
Siamo rimasti sorpesi dall’entusiamo che ha circondato le nostre prime uscite pubbliche. Ci ha confortato vedere apprezzata la cura con cui sono stati realizzati i volumi (parlo dell’aspetto strettamente tipografico). Per quanto riguarda invece i giudizi sulla qualità del testo che abbiamo proposto, stanno arrivando in rete in questi giorni le prime recensioni che confermano quel che noi in fondo sapevamo già: Desolation Road è un ottimo esempio di letteratura fantascientifica, capace come pochi altri testi di rompere la barriera – spesso fondata sul pregiudizio – che isola e ghettizza le opere appartenenti al genere. Ci fa soprattutto piacere vedere come il romanzo di Ian McDonald sia apprezzato da persone che mai si sarebbero accostate a un romanzo di fantascienza.

 

Puoi anticipare qualcuno dei prossimi titoli che usciranno?
Schroeder_SunOfSunsA giugno uscirà Il Sole dei soli, traduzione italiana di Sun of Suns del canadese Karl Schroeder, autore molto apprezzato all’estero ma praticamente sconosciuto qui da noi (solo qualche racconto è stato tradotto, gli ultimi dei quali nei volumi che propongono il meglio della produzione annuale pubblicati da Urania). Il Sole dei soli è un romanzo parecchio diverso da Desolation Road, se in quest’ultimo il senso del meraviglioso nasceva dallo stile dell’autore e dalla particolarità della narrazione, il romanzo di Karl Schroeder punta piuttosto sulla straordinaria costruzione di un mondo apparentemente incredibile, raccontato con una coerenza invidiabile e un mirabile controllo dei tempi e dei cliché che regolano la narrazione fantascientifica.
A seguire abbiamo intenzione di pubblicare uno/due volumi entro la fine dell’anno, ma preferiamo non fare nomi, che i contratti sono in via di definizione e non vorremmo promettere titoli che non siamo ancora certi di poter pubblicare.

 

La prima parola che ti passa per la testa?
Meraviglia.
Che è poi quello che cerchiamo nei libri che pubblichiamo e che vorremmo suscitare nei nostri lettori.

 

Qual è lo spirito con cui state affrontando questa avventura?
Stiamo con gli occhi bene aperti, a metà strada tra l’incoscienza del debuttante e la consapevolezza di chi frequenta il genere ormai da tanto tempo, ben consci dei rischi che ci siamo presi ma altrettanto sicuri che per i buoni libri i lettori non mancano mai. La cosa più difficile è farli incontrare.

 

Come si sta dall’altra parte, quella dell’editore?
È troppo presto per fare bilanci o considerazioni ponderate. Per ora non si sta diversamente che da lettori, con in più la responsabilità – e il piacere! – di essere riusciti a portare finalmente in italia qualcuno dei testi che tanto abbiamo amato letti in lingua originale.

 

Una delle tue citazioni di fantascienza preferite?
Cavalcò verso Ovest, e andò tutto bene.
Mi accompagna ormai da quasi quindici anni in calce ai messaggi di posta elettronica e in testa al mio blog. E non mi ha ancora stancato!
(anche se poi, fantascienza… mah… se ne potrebbe discutere!)

 

Hai qualcos’altro da dichiarare prima di essere pubblicato nel blog? Qualcosa che è sfuggito alle mie domande e che senti di dover dire assolutamente, costi quel che costi?
Se posso farei un appello a tutti i lettori là fuori. Per una realtà piccola come la nostra anche il singolo lettore può fare la differenza. Non abbiamo i mezzi per realizzare campagne di marketing selvaggio o imponenti investimenti pubblicitari. Contiamo solo sulle nostre forze e sul supporto dei lettori. Se vi piacciono i nostri libri, se condividete il  nostro approccio, diffondete la voce: Zona 42 ha bisogno del vostro sostegno!

 

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