Il Sole dei soli, recensioni #8

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Pubblichiamo anche sul nostro sito la splendida recensione a Il Sole dei soli di Karl Schroeder comparsa su Anobii a firma di Eddy.

“Che trip. Un romanzo che è un viaggio nella testa dello scrittore.

Ci sono talmente tante invenzioni, talmente tanta fantasia, talmente tanta avventura e talmente tanto di tutto che viene solo voglia di rileggerlo.

Una storia che fa continuamente le capriole tra le pagine. Si arriva a sorprendersi che le pagine non si attorciglino da sole mentre si sta leggendo. Gente che vola, moto che schizzano, battaglie tra mega navi, soli dappertutto e un ambiente come mai si era visto. Questo è Virga, questo è il Sole dei soli.

Virga è un mondo racchiuso in una sfera con un sole centrale e tanti satelliti naturali o artificiali che ci girano attorno. Ognuno di questi satelliti potrebbe avere un piccolo sole a corredo, dipende dalla sua potenza e ricchezza. La gente di Virga vive in un limbo storico dove la tecnologia avanzatissima si mescola a una società medioevale di stampo feudale (do you like stempunk?). Le guerre si susseguono tra i regni a suon di cannonate tra fantastiche navi e moto volanti. In mezzo a tutto questo marasma entra in gioco anche una fantomatica intelligenza artificiale che vuole entrare in Virga attraverso la splendida figura di Aubri. Si, Aubri, bellissimo essere misterioso di una razza altrettanto misteriosa che sembra possedere l’onniscenza. Quattro personaggi, ognuno con il proprio scopo, si giocheranno le sorti di una mitica missione.

Se non si era capito, il romanzo di Karl Shroeder mi ha letteralmente sventrato il cervello. Mi sono divertito da pazzi e ho letto qualcosa che ha stuzzicato continuamente la mia curiosità. Non c’è un attimo di respiro in queste pagine. L’avventura è paragonabile ai grandi classici di Verne e Salgari. La fantascienza è passione pura e ogni cosa sprizza sense of wonder everywhere.

Quando ho completato la lettura ho cominciato a sudare… ma tanto poi lo sapevo già che la saga di Virga c’ha altri quattro romanzi al suo seguito, e che almeno la trilogia iniziale verrà pubblicata in Italia a breve.

Qualche difettuccio c’è: i personaggi sono fin troppo riconoscibili e prevedibili. C’è il ragazzo orfano pronto a diventare il nuovo eroe; la principessa viziatella; il principe azzurro senza macchia (più o meno) e l’aliena bellissima che s’innamorerà del futuro eroe. Però in un contesto così complesso e dettagliato questi problemini perdono totalmente senso e il tutto si lascia leggere che è un piacere.

Nota di merito alla prefazione di Davide Mana che deve essere letta per forza. E se la leggete capirete il perché. Ed è così vera la conclusione di Davide, che rimango dell’idea che la fantascienza (e il fantastico in genere) è quel genere che voglio continuare a leggere per sempre.”

 

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