Elysium, recensioni #4 – TuttoLibri

Qualche tempo fa TuttoLibri, l’inserto de La Stampa che è forse il settimanale letterario italiano più autorevole, ha dedicato uno splendido articolo a Elysium, di Jennifer Marie Brissett.
Qui di seguito vi proponiamo la foto dell’articolo e qualche passaggio del pezzo di Alessandro Defilippi.
(Trovate l’articolo completo qui.)


tuttolibri-elysium


 

“[…] poi succede che compaia una piccola, appassionata casa editrice, in questo caso Zona 42, di Modena, e ci riprovi, presentando un catalogo dedicato alla fantascienza e ospitando anche autori italiani. Ma poi, soprattutto, succede che tra le proposte di Zona 42 ci sia questo Elysium, opera prima di Jennifer Marie Brissett, statunitense di origini anglo-giamaicane. Bell’oggetto, ben curato, che dedica insperatamente anche qualche riga all’opera della traduttrice, l’ottima Martina Testa.”

“La storia, anzi, le storie, sono intercalate dal basso continuo di un’intelligenza artificiale che interviene, ripara, esita, prende nuove strade. Ogni cosa oscilla, ogni cosa è e al tempo stesso non è, fino alla conclusione, in cui il concetto stesso di realtà sembra sfarinarsi. Vicenda concreta? Immaginazione artificiale? Scintille di umanità perduta, forse estinta? A ciascun lettore toccherà cercare la sua soluzione, perché Elysium, come molti buoni libri, ci offre più domande che risposte. ”

“Libro impegnativo, ma che corre attraverso le sue pagine grazie all’abilità narrativa dell’autrice e a una notevole capacità di costruire le psicologie dei personaggi, mutevoli eppure uguali a se stessi nel trascolorare continuo delle loro identità. Libro musicale, composto di variazioni continue che si dispongono fino a formare un disegno appena intravisto ma potente e aggraziato. Un libro, va detto, che non ha paura dei grandi temi, quelli che spesso la narrativa contemporanea trascura, impegnata in un’autoreferenziale ricerca del particolare, del quotidiano, del sociale. In effetti, Elysium parla di amore e di morte, di fine e di speranza, di dignità e di resilienza. Racconta una cosa che tutti sappiamo ma che volentieri e spesso dimentichiamo e cioè che l’amore è l’unica verità che possediamo. Parla soprattutto del senso, di quel senso che sembra sfuggirci sempre di più in questi anni bui, oppressi dalla percezione di una decadenza in apparenza ineluttabile.”

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