Elysium, recensioni #1

Elysium, è uscito ormai da qualche settimana, a partire da oggi vi presentiamo le opinioni che i lettori hanno voluto condividere in rete dopo aver letto il romanzo di Jennifer Marie Brissett.

Le prime note post lettura arrivano da Paola, che le ha pubblicate sul gruppo facebook Leggo Letteratura Contemporanea:

“Se non fosse stato per il consiglio di un amico, […] probabilmente non avrei letto Elysium di Jennifer Marie Brissett. 
Perché – a esser franca – non sono una grande appassionata di fantascienza. E da consumatrice sprovveduta di storie del futuro mi aspettavo razzi cosmici e circuiti di mille valvole.

Invece i personaggi del romanzo della Brissett non mangiano libri di cibernetica o insalate di matematica e non vanno a giocare su Marte, si muovono anzi prevalentemente in una dimensione temporale che ha i tratti familiari della nostra quotidianità. Però nel corso della lettura giungono – inattesi – elementi di disturbo dal valore onirico e simbolico (un alce maestoso che a più riprese si insinua in una città ora “brulicante” ora in stato di abbandono) o dal valore più esplicitamente narrativo (stringhe di programmazione informatica) che disorientano il lettore e lo costringono ad approdare al futuro e a cercare un nuovo filo per poter dipanare la matassa del racconto.

Racconto che più che sorprenderti con astronavi intergalattiche, come ho già ribadito, si arricchisce di struggenti descrizioni di paesaggi crepuscolari e acquista un senso nella rivisitazione di miti classici – ad esempio quello di Dedalo, grande architetto e progettista del labirinto di Minosse, e del drammatico volo che intraprese con suo figlio Icaro per la riconquista della libertà – o della vicenda legata all’imperatore Adriano, instancabile e curioso esploratore del mondo e dell’animo umano, e in particolare alla sua passione per il giovane Antinoo, passione magistralmente narrata, come sappiamo, dalla Yourcenar.

Così mi viene da pensare, banalmente, che all’esordio del terzo millennio, sopraffatto da una rivoluzione tecnologica che ha materializzato ciò che all’uomo (e alla donna) comune (quale io sono) appena trent’anni fa appariva come verosimilmente improbabile se non impossibile, l’immaginario fantascientifico non possa non misurarsi con il passato che ci siamo lasciati alle spalle e con il senso profondo della perdita di ciò che il passato si è portato con sé.
La Brissett ci ha provato e il risultato mi pare davvero convincente.

Un grazie di cuore agli editori di zona 42, per aver scovato questa chicca e averla donata al pubblico dei lettori italiani, peraltro nell’eccellente traduzione di Martina Testa.
Buona lettura a tutti.”

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