Cenere, recensioni #3

Da qualche mese siamo su Instagram, dove non ci aspettavamo tanto seguito per i libri in generale, e per la Zona in particolare.
Tra le tante belle cose scoperte sul social è spuntata anche questa ottima recensione a
Cenere, di Elisa Emiliani. L’ha scritta Adriano Allora e noi la condividiamo con voi molto volentieri.

Sul solco della lunga tradizione della distopia dittatoriale che passa per Robert BensonEvgenij ZamjatinSinclair LewisAldous Huxley, George Orwell, Ray BradburyMargaret Atwood, una buona parte del movimento cyberpunk e Dave Eggers si inserisce questo breve (265 pagine) romanzo italiano, pubblicato nel 2019 da Zona 42, per fattura e ambientazione.

Il mondo è irrimediabilmente inquinato; tutti hanno innesti ed estensioni e a un certo punto vengono pure marchiati; la storia inizia con un suicidio e finisce con un sacrario ma non come lo state immaginando adesso; i libri di carta rappresentano il miglior modo di sottrarsi al controllo tecnologico (eccetto l’hacking!); un potere iniziato con il guanto di velluto (qualcuno ha detto amazon o google?) rivela il pugno di ferro (retate ai funerali, stupri e lager) che sorregge qualsiasi vero potere; fughe — non solo fisiche — e salvataggi, morti e sopravvissuti, due diverse resistenze in due momenti diversi, un’appassionata di Johnny Cash, due gambe artificiali, tre giovani protagoniste adolescenti che sanno farsi amare, alcool in forma di “ammazza-bionde” e droga in forma di cristalli masticabili.

Vi appassionerà e vi commuoverà.

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